lunedì 5 giugno 2017

Recensione di "All'Inizio Del Mondo" su Distorsioni

Donatella Canepa è una musicista genovese di soli 25 anni: difficile da immaginare dopo aver ascoltato il suo mini album d’esordio “All’inizio del mondo”, completamente strumentale. Si tratta di sette brani all’insegna di una commistione di generi: hard rock ad esempio in Nåsta ed Hey Dà, sonorità più vicine al punk in Fredagsmys. Protagonista assoluta di questo lavoro è la chitarra elettrica, con la quale Donatella lascia emergere la sua abilità strumentale e la volontà di sperimentare. Chissà se nei futuri album si arriverà ad un genere più omogeneo, ma questo non vuol dire che ci troviamo di fronte ad un disco assemblato insieme senza alcun fil rouge che leghi i vari elementi. Un tentativo di concept album che raggiunge il suo punto di rilievo ne L’inizio del mondo, l’unico brano con una parte vocale (un talkin’) in cui la compositrice chiarisce ciò che intende per ‘l’inizio e la fine’, probabilmente la spiegazione del suo lavoro.
“E se conosci almeno un capo avrai bisogno di cercare almeno l’altro, in realtà l’inizio non l’avevo mai cercato, l’ho trovato per caso, cinquantanovesimo parallelo nord, a livello geografico questa volta non si può contestare. Stoccolma, credevo di essere arrivata, e invece l’arrivo si è rivelato una partenza. Non si arriva a una meta se non per ripartire e se si parla d’inizio non può che essere così”.
Le corde della chitarra elettrica diventano il tramite per raccontare un viaggio fatto a piedi e con la mente. Donatella Canepa, reduce da diversi progetti musicali e autrice di due raccolte di racconti, libera in questi brani una profonda energia, e questo primo album è un più che buono trampolino di lancio.

Elisabetta Di Cicco

http://www.distorsioni.net/rubriche/fermoposta/fermoposta-it/all%E2%80%99inizio-del-mondo