venerdì 15 novembre 2013

Recensione di "EP 2013" su Calabria Sounds Rock

Al primo impatto, complice il laconico titolo del disco e l'attacco immediato dell'open track, ciò che colpisce del duo romano è l'estrema urgenza espressiva: quella necessità impellente di dire qualcosa e dirlo ora; dritto al sodo, bando alle formalità, al diavolo gli orpelli, che si fotta il contorno. Tuttavia, Adriano Floris e Donatella Canepa - autori ed esecutori unici dietro il monicker Cantina Club - non sono degli sprovveduti: l'impazienza di far circolare un messaggio non porta la coppia a tralasciare la forma. Gli arrangiamenti sono sì essenziali, per certi versi, ma non risultano per nulla spartani; al contrario, di solito palesano una stratificazione sonora abbondante, mirata probabilmente a colmare i basici presupposti del progetto: per l'intero EP o quasi, non suonano infatti che due chitarre; di norma, un'acustica si fa carico delle sorti ritmiche del pezzo mentre un'elettrica svolge mansioni solistiche, spesso con furore hard rock. È proprio una certa propensione al rock, non necessariamente hard, a speziare la formula sonora del duo, a iniettare vitalità in una proposta che pianta le fondamenta in territorio folk, per di più di quello greve nelle tematiche e ponderoso nel portamento.
Le canzoni dei Cantina Club parlano di storie di vita quotidiana, quadretti semplici, mesti a volte, ma raccontati con trasporto e genuinità che li rendono interessanti. Le questioni esplorate sono sì personali, ma l'estrema attualità conferisce loro universalità: è facile comprendere l'invettiva che pervade La striscia blu, impugnata contro social network che succhiano via vigore fisico e etico da un'intera generazione (con nel refrain un bel riffone che ricorda Louie Louie); ci vuole poco ad empatizzare col desiderio di ricominciare altrove, pennellando il futuro di speranza, espresso in Settembre, o con i timori e l'anelito d'una sistemazione veicolati in Itaca.
Come accennavo poco fa, a sfregio dell'essenzialità che fa brillare le strutture, il sound non gode della stessa misura, e non può dirsi altrettanto fulgido, risultando invece tendenzialmente pletorico e opaco. Anche i testi traballano sotto il peso di un processo compositivo tutt'altro che impeccabile, che talvolta tracima nel farraginoso. Tali magagne si fanno particolarmente rilevanti in Il numero delle lune: decisamente il momento meno convincente dell'EP, viene parzialmente risollevato dall'energico riff à la You Really Got Me dei Kinks.
Voto: 6

exitplanetdust

http://www.calabriasoundsrock.com/csr/index.php?option=com_content&view=article&id=664:cantina-club-ep-2013&catid=34:recensioni&Itemid=54

giovedì 14 novembre 2013

Recensione di "EP 2013" su Rockit

Un progetto nato dalla fretta o dalla furia? Fondato a settembre 2012, questo duo ligure-laziale sforna il suo primo ep già a maggio 2013, accompagnato addirittura da ben due video clip per quattro brani. Quattro brani per tredici minuti di pop-rock immersi in un immaginario sonoro anni 80-90 (derivati di cantautorato, Hüsker Dü, R.E.M., ballatone per metallari dal cuore di panna, Litfiba, ecc..) nei quali una produzione minima fa sentire tutto il peso degli anni passati e dell’approssimazione. La scelta di poggiare la struttura delle canzoni principalmente su due chitarre, una acustica di accompagnamento e una distorta in “solo perpetuo”, e senza backing-band è quantomeno rischiosa e fa emergere tutti i limiti del progetto allo stadio attuale, soprattutto in sede di arrangiamenti. Forse un po’ più di sala prove (o di cantina, appunto) e di riascolti prima della pubblicazione avrebbero aiutato a capire quello che si stava delineando. Ci sono però degli sprazzi interessanti, soprattutto nell’armonizzazione tra le due chitarre e in particolare nelle intro di “Settembre” ed “Itaca”, così come in alcune linee melodiche. Seppur con i suoi limiti (il suono della chitarra distorta, soprattutto ritmica, è agghiacciante) Settembre è la “killer-track” del lotto.
I testi affondano nel disagio, sia sociale (“E poi dirò di nuovo vaffanculo / Chi fa tv andrebbe messo al muro / E non lo so ma voglio stare fuori / Dai vostri giri chiusi di favori”) che sentimentale (“Oltre le tue ringhiere/Qui nella tua prigione/Mando le mie preghiere/Nessuna consolazione”), senza però riuscire ad andare mai oltre l’effetto-annuncio. Il breve lavoro giunge infine al termine, lasciando qualche spunto buono su cui magari lavorare in futuro, con la dovuta calma e cura.

Starfooker

http://www.rockit.it/recensione/22468/cantinaclub-ep-2013