giovedì 6 giugno 2013

Recensione di "Shine" su Calabria Sounds Rock

Per fare musica strumentale, le alternative sono generalmente due: o si è virtuosi dello strumento capaci di assoli funambolici e spettacolari, oppure si può sopperire alla mancanza della voce puntando sull’atmosfera e l’emotività, come fanno da anni i musicisti ambient e post-rock. Non è una verità assoluta, ma in linea di massima funziona così
I Nomadama di Roberto Di Maggio e Donatella Canepa (già sentita e recensita con i Salto Nel Buio) appartengono più che altro alla seconda scuola, con evitabilissime incursioni nella prima. Non c’è un cantante, ma la struttura e velocità dei pezzi possono far pensare semplicemente che chi si è occupato del mixaggio abbia lasciato in mute la traccia della voce.
I tre pezzi potrebbero essere benissimo sei, tanto sono marcati i cambi all’interno di uno stesso brano. A volte questi stacchi funzionano anche, ma in linea di massima il demo Shine rimane un collage di momenti acustici, riffoni hard rock alla Guns ’n’ Roses e samples elettronici che difficilmente si amalgamano tra loro a creare uno stile definito.
In ogni caso, il duo riesce ad essere interessante più nei momenti atmosferici che in quelli dove le chitarre distorte e riverberate la fanno da padrone.
Purtroppo, la drum machine ai limiti della base MIDI, il missaggio fatto in casa e la copertina ultra gaia non aiutano. Ciononostante, i frutti di Di Maggio e Canepa, se lasciati maturare, potrebbero rivelarsi interessanti.
Voto: 5

Hvy

http://www.calabriasoundsrock.com/csr/index.phpoption=com_content&view=article&id=592%3Anomadama--shine&catid=34%3Arecensioni&Itemid=54