mercoledì 19 giugno 2013

Standby

La mia attività musicale e artistica si interrompe a tempo indeterminato.
Questi ultimi tre anni sono stati molto intensi: ho pubblicato due libri e cinque lavori musicali, tutti diversi fra loro. E proprio per questa diversità e per vari impegni, che ho bisogno di prendermi un po' di riposo, anche per mettere in chiaro le idee.
Nel 2005, agli inizi, suonavo grunge, quasi esclusivamente cover dei Nirvana. Con il tempo ho cercato di puntare su un tipo di musica, di rock in particolare, più "raffinato" e sono passata velocemente dall'hard rock al pop rock e alla musica più sperimentale.
Mi piacciono molti generi e ho provato a ritrovarli con la chitarra, ma mi sono un po' persa.
Forse mi manca il grunge e un po' l'incoscienza dei primi tempi, che comunque non tornerà.
Devo fermarmi e fare il viaggio al contrario, riguardare le tappe e il punto di partenza e capire dove voglio direzionare la mia musica.
Ringrazio tutti gli artisti e i gruppi con cui ho collaborato in questi anni, in particolare Nomadama, Salto Nel Buio, The Strange Connections e Cantina Club.
Buona musica e a presto!

Donatella

giovedì 13 giugno 2013

Cantina Club - "La Striscia Blu" (videoclip) su Mediaset Italia 2

Il videoclip de "La Striscia Blu" (D. Canepa / A. Floris) dei Cantina Club sul programma U Zone di Mediaset Italia 2 (in onda dalle 13:00 - Canale 35 del Digitale Terrestre, Canale 16 di TivùSat).

http://www.video.mediaset.it/video/uzone/full/394592/giovedi-13-giugno.html

giovedì 6 giugno 2013

Recensione di "EP 2013" su Mondo Metal

I Cantina Club, nati nel settembre 2012, sono un duo formato da Adriano Floris (voce - chitarra) e Donatella Canepa (chitarra), entrambi compositori e autori dei testi.
Il 13 maggio esce questo loro primo EP, intitolato semplicemente "EP 2013".
L’intro della prima traccia "La Striscia Blu" non è molto convincente, ma sicuramente è tra le due canzoni più riuscite, insieme all’ultima. L’autore vuole rappresentare il suo moto di ribellione contro il sistema, pronunciando insistentemente la parola "no", in maniera sfiancante, quasi a voler far comprendere la propria stanchezza di fronte allo stato attuale delle cose. Il protagonista si sente solo nel combattere la sua battaglia ed esprime la sua rabbia. Il cantato è senza pretese, le chitarre acustiche e ritmiche sono ben suonate, ma l’assolo finale, che ritroveremo anche in altri brani, è secondo me poco convincente, non dal punto di vista prettamente tecnico, ma per l’atmosfera che c’entra ben poco con questo tipo di assoli, più consoni a una band vera e propria che non a un duo acustico. Vorrei ricordarvi che, anche se da qualche anno vanno molto le band formate da due, massimo quattro elementi, come ad esempio gli inglesi The Kills o gli White Stripes o, in Italia, i Marta sui Tubi, in questo caso il risultato è quasi totalmente rovinato dagli arrangiamenti poco efficaci, oltre che da una produzione inadeguata.
La seconda traccia si chiama "Settembre", ha una melodia molto bella e solare. Il tema della scrittura è la ricerca del paradiso, che è sempre legato al sorriso della persona amata, tematica questa che richiama chiaramente le canzoni italiane anni ‘60/’70.
Il terzo brano, "Il Numero delle Lune", è più ritmato, stile folk-rock, e alcune parti ricordano famose band nostrane come la Bandabardò e i Modena City Ramblers, che però, avendo una formazione completa, riescono ad arrangiare i brani in modo più ampio. Quindi un consiglio spassionato ai Cantina Club è quello di trovare altri musicisti per una migliore riuscita delle loro idee musicali.
"Itaca" è l’ultimo brano; il testo è abbastanza profondo e più comunicativo rispetto agli altri. Parla della lontananza da un mondo di appartenenza, dalla propria terra, dalla vita passata, dai luoghi della gioventù. Se non fosse per un intro eccessivamente simile a un famoso brano dei Metallica, la canzone sarebbe la migliore del demo, visto che la chitarra acustica ha un buon feeling e la voce mi piace di più sul ritornello.
Come onesto recensore, se avessi dovuto dare un voto, avrei messo una bella insufficienza, non tanto per i brani stessi che, secondo me, potrebbero funzionare, ma per la zoppicante espressività del duo, che in molti casi avrebbe potuto sviscerare meglio i buoni spunti presenti nelle tracks. A me personalmente piacciono moltissimo le idee anche sperimentali, piuttosto che qualcosa di pienamente tecnico, ma come band i Cantina Club devono ancora crescere in tutti e due gli ambiti.
Un saluto con simpatia

Metatrauma

http://mondometaldint.altervista.org/recensioni/EP-2013.php

Recensione di "Shine" su Calabria Sounds Rock

Per fare musica strumentale, le alternative sono generalmente due: o si è virtuosi dello strumento capaci di assoli funambolici e spettacolari, oppure si può sopperire alla mancanza della voce puntando sull’atmosfera e l’emotività, come fanno da anni i musicisti ambient e post-rock. Non è una verità assoluta, ma in linea di massima funziona così
I Nomadama di Roberto Di Maggio e Donatella Canepa (già sentita e recensita con i Salto Nel Buio) appartengono più che altro alla seconda scuola, con evitabilissime incursioni nella prima. Non c’è un cantante, ma la struttura e velocità dei pezzi possono far pensare semplicemente che chi si è occupato del mixaggio abbia lasciato in mute la traccia della voce.
I tre pezzi potrebbero essere benissimo sei, tanto sono marcati i cambi all’interno di uno stesso brano. A volte questi stacchi funzionano anche, ma in linea di massima il demo Shine rimane un collage di momenti acustici, riffoni hard rock alla Guns ’n’ Roses e samples elettronici che difficilmente si amalgamano tra loro a creare uno stile definito.
In ogni caso, il duo riesce ad essere interessante più nei momenti atmosferici che in quelli dove le chitarre distorte e riverberate la fanno da padrone.
Purtroppo, la drum machine ai limiti della base MIDI, il missaggio fatto in casa e la copertina ultra gaia non aiutano. Ciononostante, i frutti di Di Maggio e Canepa, se lasciati maturare, potrebbero rivelarsi interessanti.
Voto: 5

Hvy

http://www.calabriasoundsrock.com/csr/index.phpoption=com_content&view=article&id=592%3Anomadama--shine&catid=34%3Arecensioni&Itemid=54

Cantina Club - "La Striscia Blu" (videoclip) su UnoTv

http://www.unotv.net/unotv/index_uno.cfm?sector=titoli&page=tl_showVideo&tlCodiceID=2021

sabato 1 giugno 2013

Cantina Club su "UndergroundZine - Sampler Review Vol. 2"

Cantina Club
con Itaca
su
"UNDERGROUNDZINE - Sampler Review Vol. 2"

Free Download:

Recensione di "EP 2013" su UndergroundZine

I Cantina Club sono usciti pochi giorni fa con il loro primo lavoro dal titolo abbastanza lapidario quanto corto “EP 2013” semplicemente. La band è composta da Adriano Floris alla voce e chitarra e Donatella Canepa alla chitarra. Sono entrambi compositori e autori dei brani.
Potrei stare a pontificare ed a scrivere cose che non ci sono o semplicemente a far dei grandi panegirici per riempire la recensione di caratteri e di parole. Ma non l’ho mai fatto e non inizierò proprio ora!
Il duo presenta dei picchi molto alti ed interessanti e un paio di pecche non da poco in questo platter.
I picchi sono quelli compositivi, di arrangiamento e di registrazione inoltre delgi accorgimenti interessanti per poter ottemperare alla parte ritmica senza dover usare batteria o una sezione di percussioni invasive per questa combinata tra chitarre, acustiche ed elettriche, e voce. Registrazione e post produzione magistrale, nulla fuori posto e di caratura alta. Le composizioni non semplici e come indicato poco sopra il riuscire a dare un certo groove che va oltre alla semplice chitarra e voce.
Unico problema la rima baciata così esasperata ed accentuata che in alcuni punti dei quattro pezzi mi lascia l’amaro in bocca ed arriva quasi ad essere stucchevole come scelta. Certo la voglia di voler essere parte importante del filone del rock alternativo cantato in italiano porta a far queste scelte stilistiche, ma dal mio punto di vista si può restar fedeli agli stilemi senza risultar vagamente “radical chic”. Anche perché a mio avviso non servirebbe neppure al duo fare una scelta di questo tipo, perché i numeri e le capacità ci sono per risultare musicisti di alta caratura senza dover darsi una “posa” con i testi.
In conclusione le 4 tracce sono nel complesso interessanti, a livello di composizione sono intense tutte e quattro, per il connubio testo e musica apprezzo su tutte “Itaca” , vale la pena dare un ascolto a quello che il duo ha proposto. Dal 13 di maggio è possibile recuperare l’EP tramite il sito della band e in formato digitale su iTunes e nei principali digital store.
Voto: 65/100

Alessandro Shumperlin

http://issuu.com/undergroundzinewebzine/docs/ug_giugno_2_/18

"Battaglia di Termopile" su UndergroundZine

"Battaglia di Termopile", racconto tratto da "Demoni in soffitta", sul numero di giugno di UndergroundZine (pag. 75).