domenica 27 gennaio 2013

Giorno della Memoria 2013

Questa poesia l'ho scritta nel 2009, dopo una visita al campo di concentramento di Mauthausen.
Prima di visitare il campo, mi chiedevo se davvero fosse utile andare in un posto del genere o se fosse solo un modo ipocrita per sentirsi più buoni. Ma, dopo aver visitato un posto del genere, si cambia il modo di guardare e si capisce che per costruire una storia nuova, bisogna aver la forza di guardare in faccia il nostro passato.

Mauthausen

A Mauthausen non picchia il sole
Perché non può rinascere vita
Dove ha regnato l’orrore
Ciò che alimenta la vita
e illumina lo splendore
Non vuole allearsi
Con quel gran dolore
A Mauthausen non batte il vento
Perché il soffio della vita
Lì è stato spento
Non vuole più soffiare
la sua felicità
Perché la brutalità dell’uomo
Ha distrutto la beltà
A Mauthausen regna il silenzio
Per rispetto a chi è morto
Per quel gesto violento
Quel silenzio che si tiene
Come forma di rispetto
È donato a quella gente
Che fu trattata con disprezzo
Gli uccellini non si posano
Intimoriti dall’odore
Della morte, cattiveria e terrore
Ogni insetto se ne guarda
Dal costruirsi la dimora
Ogni angolo è inquinato
E la terra non si infiora
E se qualcuno si chiedesse
Perché allora resta lì
A scombussolar lo stomaco
A chi mette piede qui
E perché non si apra un vortice
Dal più profondo degli inferi
Che si porti via Mauthausen
E riporti i nostri martiri
Si risponde che Mauthausen
Che è tremenda da guardare
Resta lì per ricordare
Ciò di cui siamo stati capaci
Ciò di cui siamo capaci
Ciò di cui potremo essere capaci
Se cercassimo di dimenticare
da: All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll
di Donatella Canepa