martedì 29 gennaio 2013

Recensione di "Demoni in soffitta" su SoloLibri.net

Segreti. Dubbi. Rimpianti. E poi delusioni, scherzi innocenti, giochi da bambini, maschere indossate una volta o tutti i giorni, desideri che ci attanagliano l’anima ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Tutti questi sentimenti sono rinchiusi da qualche parte. In un cassetto, nel nostro cuore, nella nostra mente, nel passato, magari in una cassapanca sperduta in soffitta, coperta da polvere vecchia di anni…
Demoni che usciranno copiosi e dovranno sfogarsi. Come? In molteplici modi: attraverso la musica, quel buon caro vecchio rock anni ’70, il rifiuto delle leggi e l’urlo della libertà, fosse anche soltanto per potersi concedere un gesto semplice. La società che ti costringe a rientrare nella massa, pena l’esclusione o peggio, l’emarginazione. Devi fare questo e quello in quel periodo, una volta passato dovrai fare immediatamente altro. Sempre in equilibrio, sempre col timore di essere scoperti, multati, sgridati.
Intontiti davanti alla tv, l’ennesima partita, o reality o talk-show. Il telecomando dà piacere, dà assuefazione, dà potere. Ora sta a voi: chiudere la cassapanca o lasciare che essa vi sputi addosso tutto ciò che avevate scordato, o che avevate paura di ricordare…
Donatella Canepa ci parla col cuore in mano, ci guarda negli occhi e ci regala le sue emozioni, le sue gioie e i suoi dolori. E lo fa senza indorare la pillola, senza paura, riversando semplicemente inchiostro nero su carta bianca. Un contrasto che non potrà lasciarvi indifferenti, parole dure e taglienti come rasoi affilati che vi entreranno nella mente e vi lasceranno qualcosa a cui pensare. Un libro per riflettere, da centellinare giorno dopo giorno oppure da respirare a pieni polmoni. Consigliato.

Roberto Baldini

http://www.sololibri.net/Demoni-in-soffitta-Donatella.html

domenica 27 gennaio 2013

Giorno della Memoria 2013

Questa poesia l'ho scritta nel 2009, dopo una visita al campo di concentramento di Mauthausen.
Prima di visitare il campo, mi chiedevo se davvero fosse utile andare in un posto del genere o se fosse solo un modo ipocrita per sentirsi più buoni. Ma, dopo aver visitato un posto del genere, si cambia il modo di guardare e si capisce che per costruire una storia nuova, bisogna aver la forza di guardare in faccia il nostro passato.

Mauthausen

A Mauthausen non picchia il sole
Perché non può rinascere vita
Dove ha regnato l’orrore
Ciò che alimenta la vita
e illumina lo splendore
Non vuole allearsi
Con quel gran dolore
A Mauthausen non batte il vento
Perché il soffio della vita
Lì è stato spento
Non vuole più soffiare
la sua felicità
Perché la brutalità dell’uomo
Ha distrutto la beltà
A Mauthausen regna il silenzio
Per rispetto a chi è morto
Per quel gesto violento
Quel silenzio che si tiene
Come forma di rispetto
È donato a quella gente
Che fu trattata con disprezzo
Gli uccellini non si posano
Intimoriti dall’odore
Della morte, cattiveria e terrore
Ogni insetto se ne guarda
Dal costruirsi la dimora
Ogni angolo è inquinato
E la terra non si infiora
E se qualcuno si chiedesse
Perché allora resta lì
A scombussolar lo stomaco
A chi mette piede qui
E perché non si apra un vortice
Dal più profondo degli inferi
Che si porti via Mauthausen
E riporti i nostri martiri
Si risponde che Mauthausen
Che è tremenda da guardare
Resta lì per ricordare
Ciò di cui siamo stati capaci
Ciò di cui siamo capaci
Ciò di cui potremo essere capaci
Se cercassimo di dimenticare
da: All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll
di Donatella Canepa 

venerdì 25 gennaio 2013

Salto Nel Buio - "Tavolo 18" (videoclip) in rotazione su Mediaset Italia 2

Il videoclip di "Tavolo 18", secondo singolo estratto da "Il Desiderio Non Espresso" dei Salto Nel Buio, entra in rotazione nel programma U Zone di Mediaset Italia 2 (in onda dal lunedì al venerdì alle 15:30).