mercoledì 21 novembre 2012

Recensione de "Il Desiderio Non Espresso" su Calabria Sounds Rock

I Salto nel buio sono un gruppo sparpagliato qua e là nel Nord Italia (Genova, Trento, Reggio Emilia) che trova nella rete la propria sala prove (con webcam, microfoni e quant'altro). Diciamolo subito: la loro originalità termina qui. In linea di massima il genere è un rock alternativo in debito con il punk primi anni Novanta, ma capace di incursioni acustiche e new wave in stile nostrano.
Valutando la parte strumentale, ci si può rendere conto di quanto segue. Chitarre (Donatella Canepa) abbastanza ricche e interessanti, soprattutto nelle fasi acustiche più che in quelle più rocciose e zanzarose (vedi Sacrifico il mio onore, per esempio) e nelle divagazioni "flangerose". Batteria (drum machine) e basso (Martina Tosi), dal canto loro, sostengono i pezzi discretamente sia nelle parti più rallentate sia in quelle più sporche e punk. Ci sono imprecisioni, ingenuità, passaggi che c'entrano poco gli uni con gli altri, ma i margini di miglioramento ci sono e sono ben visibili.
Il grande problema del gruppo, diciamocelo con franchezza, è il cantante (Barbo BurnyBrain). Fosse solo il fatto del tono sommesso, raschiante, palesemente sforzato, sarebbe niente. La storia della musica, specialmente del rock, è tutta costellata di voci non proprio angeliche (vedi Lemmy, lo zio Ozzy, Johnny Rotten). Il problema non è la voce in sé, ma il risultato finale della composizione. Al di sopra di ogni dubbio, è onorevole per un artista impegnarsi in tematiche sociali, una su tutte quella del terremoto e della ricostruzione in Emilia (ma anche in argomenti come l'amore per la musica, l'ingiustizia); tuttavia, qui, al di là delle buone intenzioni, il risultato è a tratti imbarazzante. Ad esempio in La paura non trionferà troviamo tutta la sofferenza del post-sisma, ma anche l'orgoglio di appartenenza ad un terra che non ha intenzione di rimanere in ginocchio. Ciò è però, perdonatemi, troppo descrittivo e scontato. Il senso della metrica, che qua e là fa cilecca, e le stonature condiscono negativamente il tutto. La musica è soprattutto poesia, per il resto c'è il giornalismo. La narrativa, al limite.
Tavolo 18 è paradossalmente il pezzo più riuscito, con un'aria goliardica in forte contrasto con l'atmosfera malinconica che pervade l'album. Anche Solo lei non è da buttare, ma non basta. Proprio no.
Aggiungo un voto al totale soltanto perché La paura non trionferà è inclusa nella compilation di beneficenza Salto nell'Emilia, scaricabile da saltonelbuio.bandcamp.com, cui partecipano anche gruppi come Rezophonic e Matrioska.
Voto: 5

Hvy

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