martedì 31 luglio 2012

Recensione di "Demoni in soffitta" - Carlo Doria

In una recente intervista Shel Shapiro afferma che da questi anni di crisi potrebbe nascere una nuova era beat.
La prima, in fondo, era nata dalle macerie della grande depressione del '29, e la cosa ha quindi molta probabilità di essere.
Vedo Donatella Canepa come un plausibile sintomo di ciò.
A volte le ere nascono pilotate da poteri non sempre evidenti, altre si creano spontaneee, per autodifesa da eventi che non si capiscono a fondo ma che non si riescono ad accettare.
All'epoca del primo libro (2009) mi ero permesso di obiettare che si vedeva chiara l'influenza di Kerouak, Ginsberg e magari Brautigan... la cosa incredibile è che Donatella si era messa in quel filone, e in quello stile, in bilico fra prosa e poesia, addirittura prima di conoscere davvero i vati del beat!
Sono portato a pensare che se ad un dato momento spunta un autore così, senza retroterra specifico, solo spinto dall'osservazione critica e dalla elaborazione personale di quanto visto e patito, è segno che abbiamo davanti un prodotto spontaneo dei tempi.
Rispetto al primo libro, dove prevaleva il carattere ribelle e l'analisi distruttiva, qui l'autrice mette il "tutto" e il "niente" sullo stesso piano, e lascia intravedere una precisa volontà di "pulire" il mondo, e di farlo tutti assieme.
Nonstante i toni siano ancora accesi, a volte esageratamente provocatori, crudi e un po' sboccati, mi pare di vedere una non consueta maturazione, che oltrepassa quella "normale" evoluzione che si può osseravare in un giovane fra i suoi 17 e 20 anni.
La sua analisi sul ruolo della televisione (pag 43) mi ricorda i dibattiti che facevamo nel '68 e seguenti (che lei non può aver conosciuto). Molti altri aspetti mi ricordano le illusioni e l'entusiasmo di quei tempi, poi svaniti (rapinàtici) proprio per i motivi che Donatella indica presenti ancora nella società di oggi.
Che sia l'inizio di una nuova era beat? Mah, speriamo comunque che stavolta vada meglio, senza violenza nè falsi dei, pace, amore e musica è il meglio che si possa usare, è un concetto che può bastare a tutti e nel quale ci si può riconoscere.
Chissà che non si ritrovi il piacere di di stare insieme davvero, guardandosi negli occhi, parlandosi nelle orecchie. Le nuove forme di comunicazione sono fantastiche, hai il mondo in casa, ma non ti danno l'emozione di uno sguardo o la sensazione di essere davvero insieme, parte di un tutto, immersi a dividere la stessa aria. Non c'è più il corpo, e anche l'anima ormai è una sigla.
Queste sono le cose che fanno rabbia a Donatella ( io ormai ho avuto il tempo di archiviare il concetto di rabbia, trasformandolo in energia per capire, la speranza invece c'è ancora tutta).
Ma mentre scrivo mi accorgo che sto per postare ipocritamente questo scritto su un noto social network, che mi dirà che è troppo lungo, così come sancisce che che uno non può avere più di un tot di amici, insomma, mi sa che Donatella ha ragione, il potere ama farsi vedere, anche nelle apparentemente piccole cose...
A proposito, comprate il libro "Demoni in soffitta" di Donatella Canepa, ma attenzione, potrebbe costringervi a convenire con me che pace amore e musica è il meglio che c'è...

Carlo Doria

https://www.facebook.com/carlo.doria.39/posts/260054660776870?comment_id=1024658&offset=0&total_comments=2

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