sabato 31 dicembre 2011

Buon 2012

Per me il 2011 è stato un anno pieno,
ma anche un anno lento.
È uscito il mio primo disco, mi sono spaccata le orecchie per mesi di fila lavorando alle registrazioni, mi sono spaccata la testa per cercare, partendo da zero, di capire qualcosa del suono e di come farlo arrivare, nella sua natura più profonda.
Ho scritto molti racconti nuovi, ho girato per promozioni - presentazioni varie.
Ma mi sono presa anche tempo per me, tempo libero, ma veramente libero.
Mi sono presa tempo per dire a me stessa quello che conta veramente.
E adesso che lo so,
adesso che me lo sono detta,
non ritorno sui miei passi.
Spero che il 2012 sia un anno rock,
ma allo stesso tempo calmo e silenzioso.
Perché nella calma e nel silenzio,
il rock si ascolta meglio!
Buon anno!

lunedì 31 ottobre 2011

martedì 18 ottobre 2011

Un gran rumore

E adesso basta, con tutto questo buonismo, con tutta questa voglia di giustizia.
Basta con questo rumore di tamburi e di balli delle manifestazioni pacifiche.
Basta con i brusii, le lamentele fra amici, gli striscioni, gli slogan, i che guevara usati come simbolo di pace, le vovuzela, i cori, gli ideali di qualche filosofo stampati sulla maglietta.
Basta con tutti questi comizi pieni di parole, pieni di idee astratte.
Basta con questo puntare il dito su chi ci prova.
Basta puntare il dito su ciò che è considerato sbagliato.
Basta combattere il Giusto con la giustizia.
Basta con tutta questa folla.
Basta con tutto questo rumore.
Basta con questa indignazione.
Politici, giornalisti, poliziotti, manifestanti, telespettatori.
Indignati.
Non sono i canti di una pacifica lotta partigiana che state intonando, non è la faccia di un pacifico che state idolatrando.
Guardiamoci dentro indignati, e smettiamola di essere indignati, cerchiamo invece di essere degni di noi stessi.
Cerchiamo di non nascondere la nostra codardia
con l’indignazione.

domenica 16 ottobre 2011

Recensione di "Reazione Kimica" su JamYourself

Premessa: spero che questa recensione sia presa nel giusto modo, ovvero come uno stimolo per migliorarsi in futuro.
“Reazione kimica” è, come già si potrebbe intuire dalla grammatica del titolo, un completo flop. Ci sono talmente tante cose sbagliate da non riuscire a trovare un punto da cui cominciare. Ma il problema più grande, quello che fa veramente piangere sangue, è l'atteggiamento: un incredibile mix di strafottenza e infantilismo, un calderone di luoghi comuni sui giovani e l'adolescenza ribelle (da ascoltare magari leggendo un libro come “Scusa ma ti chiamo amore”). Sia che si parli di amore sia che si parli di ribellione sia che si parli di droga il risultato è sempre quello: banalità, luoghi comuni e strafottenza, il tutto sostenuto da un cantato pessimo, stonato e dal tono svogliato (e il semplice cantare stonato ricordo che non fa punk). Giusto per citare un paio di frasi, esemplificative della bassa qualità dei testi: 'sei bella come la fine della scuola', 'io vengo dalla scimmia, lo sbirro dal maiale', 'la riga che io taglio non è quella del traguardo', e via così di imbarazzo in imbarazzo, di tristezza in tristezza. Mi spiace ragazzi, ma il punk, la ribellione, l'amore è ben altra roba.
VOTO: 3

Attela

http://www.jamyourself.com/recensioni/c/coffe-shock/reazione-kimica.html

martedì 19 luglio 2011

COFFEE SHOCK - "REAZIONE KIMICA"

Album

Data di pubblicazione: 19/07/2011
Prodotto da: Donatella Canepa

Fra Vega: voce
Donatella Canepa: chitarre, basso
con la partecipazione di Matteo Campus alle tastiere













Tracklist:
1. Marta Dammi Molto Affetto
2. Grido
3. Sono Dipendente
4. Pubblico Ufficiale
5. Dr. Hofmann
6. Questa Sostanza
7. Fukushima
8. Alien Intro
9. Mondo Giusto

Autoprodotto, registrato in casa con pochissimi mezzi a disposizione , dà subito la sensazione di un punk grezzo ma allo stesso tempo contaminato da varie correnti. Donatella Canepa, chitarrista e composistrice si è occupata della produzione, registrazioni e mixaggio ed è coautrice insieme a Fra Vega, voce, di tutti i testi. L’album seppur nella sua forma acerba non lascia spazio alla monotonia: fra le nove tracce troviamo Fukushima, un brano quasi del tutto acustico che gioca su arpeggi di chitarra e pianoforte, Mondo Giusto, che si spinge quasi sul trash metal, Pubblico Ufficiale, puro punk rock sia nel testo sia nella musica e una particolarissima Dr. Hofmann che spicca fra le altre con in suoi arrangiamenti di chitarra e tastiera.

- CD -
coffeeshock@hotmail.it

Info:

mercoledì 27 aprile 2011

Recensione di "All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll" su Le Mele Del Silenzio

Siete amanti del rock? Allora questa raccolta di racconti fa proprio per voi.
Non lo siete? Beh... forse fa per voi lo stesso.
All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll è un'antologia di racconti strettamente collegati alla musica rock, scritti da una giovanissima autrice.
Il tutto però, a mio avviso, sembra quasi una sorta di diario. Sembra infatti che ogni racconto sia uno scorcio sull'adolescenza dell'autrice, uno sguardo su quegli episodi che l'hanno indissolubilmente legata al rock. Troviamo allora il ricordo di un concerto, i pensieri sul mondo che la circondano, il primo incontro col rock...
Il volume risulta quindi, alla fine, una sorta di piacevole puzzle di una vita connessa col rock.
La scrittura è indubbiamente fresca e scorrevole, però soffre probabilmente della giovinezza dell'autrice e porta con sé delle ingenuità o dell'assenza di profondita che a volte rendono i racconti delle foto bidimensionali, piuttosto che delle finestre su un vero e proprio mondo.
Credo proprio che col tempo Donatella potrà fare delle cose davvero ben fatte, perché credo che le capacità ci siano tutte.
In somma, una raccolta carina, molto piacevole, in cui molti potranno comunque ritrovarsi perché probabilmente, al di là di rock o non rock, ci sono dei pensieri e dei ragionamenti tipici dell'adolescenza.

Vocedelsilenzio

martedì 25 gennaio 2011

Recensione di "All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll" su Sognando Leggendo

Quando si tratta di racconti è ancora più difficile, per l’autore, coinvolgere ed emozionare il lettore. Tutte le volte che inizio un libro che non supera le cento pagine, non lo faccio di proposito, parto con un occhio più critico verso il testo che mi trovo tra le mani perchè l’autore, in quelle poche pagine, mi deve affascinare e colpire non solamente con il suo modo di scrivere ma soprattutto attraverso i suoi personaggi. Ammetto anche, non avendo letto la trama precedentemente, di essermi accorta solo poi che si trattasse di racconti e non di una singola storia e questo perchè il filo conduttore è, in quasi tutti i brani, il rock e perchè la narratrice di questi episodi sembra sempre trattarsi di una giovane ragazza.
Penso che nella maggior parte dei racconti di All’area di servizio tra bombe carramba e rock’n'roll ci sia il tentativo di farci entrare nella mente e nei sentimenti di una persona amante del rock ma, a mio avviso, l’autrice non ci riesce. Colei che ci racconta queste emozioni sembra essere solamente una ragazzina adolescente che ha scoperto per caso il rock e, sempre per caso, ha cominciato ad amarlo. Poteva imbattersi in un altro genere musicale e si sarebbe ottenuto ugualmente lo stesso innamoramento.
Il linguaggio che utilizza l’autrice è abbastanza scorrevole, forse a volte troppo semplice e proprio questo stile di scrittura non ci aiuta a diversificare i personaggi nei vari racconti: non sono unici ma appaiono troppo simili tra di loro. Ho avuto l’impressione, insomma, che la protagonista dei brani (specialmente quelli che avevano come tematica il rock) fosse sempre la stessa. Un aspetto del linguaggio che non mi è assolutamente piaciuto è stata la scelta dell’autrice di utilizzare, in un dialogo tra la protagonista del racconto e la sorella, la scrittura abbreviata degli sms tipica dei ragazzi di oggi. Vediamo un “MITIKO!Ke genere è?” che io ho trovato assolutamente orripilante perchè in un libro, che tra l’altro dovrebbe darci un buon esempio di scrittura a mio parere, il linguaggio giovanile non può essere ridotto a questo ed anche il fatto che sia un lavoro rivolto a degli adolescenti non è una giustificazione.
Alcuni racconti come La paura omicida, Buon compleanno Costituzione, Voglia di non stare nel mezzo appaiono, rispetto al tema conduttore del libro, buttati li quasi per caso e mi hanno spiazzata, anche se ad una seconda analisi questi sembrano essere i migliori poichè appaiono più maturi nello stile, nell’originalità e nel linguaggio risultando sicuramente più ricercati. C’è poi Mauthausen un altro “racconto” fuori dalle righe perchè scritto in versi. E’ una poesia delicata, profonda e sofferente.
Detto questo non riesco ad andare oltre le due stelline, nonostante il piacere provato per alcuni racconti originali perchè la maggior parte non mi hanno lasciato nulla per i motivi già detti sopra.
Voto: 2/5 (stelle)

Debora

http://sognandoleggendo.net/blog/?p=3748

giovedì 20 gennaio 2011

Intervista a Donatella Canepa su Pane e Paradossi

http://paneeparadossi.netsons.org/?p=709

Recensione di "All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll" su Pane e Paradossi

Sesso, droga e Rock’n’ roll? Non proprio. Non quando è il rock la vera droga. Non quella che ti imprigiona in un‘ eterna spirale discendente, ma quella che ti disancora dai costrutti di una società inaridita nei sogni e nell’anima, annegata nell’omologazione a tutti i costi. Un grido liberatorio urlato al cielo (mi si passi la goffa citazione al Liga). “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll “ è un viaggio iniziatico alla scoperta di una libertà che spesso ti viene a cercare se non cercata. Colpisce la scrittura nitida,densa di richiami impetuosi e allo stesso tempo meditativi. Un gruppo di racconti uniti da un’anima fresca e pungente allo stesso tempo. Donatella Canepa ci regala un libro d’esordio interessante e dominato da una sorta di inquietudine di fondo ingenua, ma in qualche modo saggia. Forse un po’ troppo forte la voce dell’autrice che appare in qualche maniera opprimente nella sua onnipresenza. Avrei preferito più diversificazione di voci e personaggi e sicuramente qualche racconto in più. “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll “ resta comunque un libro piacevole e originale. Un ottimo esordio che spero darà conferme future.