venerdì 15 settembre 2017

Recensione di "All'Inizio Del Mondo" su Rockit

La chitarra è da sempre stato strumento di ispirazione a parte nello scenario rock. Versatile e capace di cambiare in maniera camaleontica, spesso è stata protagonista assoluta di dischi e composizioni varie. Ci colpisce comunque ascoltare un disco totalmente strumentale di questi tempi; è il caso di Donatella Canepa che con il suo "All'inizio Del Mondo" ci vuole traghettare in un viaggio mistico.
La chitarra è la protagonista assoluta di questo lavoro, svolgendo la parte ritmica, d'arrangiamento e melodica arrivando anche quasi a sostituire in tutto e per tutto linee vocali. I paesaggi che ci si presentano sono quelli del grunge e dell'alternative: atmosfere cupe, minimaliste ed evocative. La bellezza delle composizioni della musicista genovese sta proprio nel suo modo di scrivere. Le sue canzoni non sono lunghe e complesse suite, dove non c'è altro se non l'esaltazione tecnica e musicale. Questo viaggio suona denso di significati e immagini, suoni e colori che vanno a creare un sfondo oltre alla composizione in sé.
Da segnalare la bellissima title-track, unica traccia parlata dell'album; dico parlata perché sembra più una composizione poetica che una vera e propria canzone. La dicotomia è sempre fra l'inizio e la fine del mondo anche nelle parole della Canepa, viaggiatrice solitaria di questa epopea musicale. "Stockholm 1931" è la perla del disco; ci si discosta leggermente dalle atmosfere cupe e classiche del Grunge/Stoner a favore di suoni più compressi, pesanti, quasi new wave.
Si sente la forte personalizzazione che la Canepa fà delle sue composizioni, senza rimanere aggrappata alle sue influenze.
"Non si arriva ad una meta se non per ripartire". Allora fatevi traghettare da questo bel disco in un viaggio dall'inizio alla fine del mondo.

Tommaso Della Santina

https://www.rockit.it/recensione/37953/donatellacanepa-allinizio-del-mondo

giovedì 7 settembre 2017

giovedì 24 agosto 2017

martedì 22 agosto 2017

sabato 29 luglio 2017